La Pieve Romanica di Sasso si erge su una rupe che domina le vallate circostanti; dedicata a Maria Assunta, ora Santuario di Maria Madre della Chiesa, essa fu edificata sul finire del XI Secolo, per volere della Contessa Matilde di Canossa. La prima citazione relativa alla Pieve risale al 1005: nel documento di donazione di un mulino sul Lorno, fatta dal Vescovo Sigifredo II alla Chiesa di S. Giovanni, compare tra i firmatari “Stabil Archipresbiter Sanctae Mariae de Saxo”. Il reperto più antico della Chiesa è conservato nella navata destra; si tratta di una pietra restaurata di recente dalla Soprintendenza ai beni Artistici e Storici di Parma, su cui è incisa una scritta dell’Arciprete Giustino (o Giuliano) che invita a pregare per lui peccatore. La facciata, suddivisa in tre parti, reca quattro lesene, e tutto il perimetro dell’edificio è percorso da archetti pensili. L’interno è a tre navate, sfocianti in altrettante absidi di mirabile armonia, con sei arcate per lato, sorrette da grandi colonne di pietra. Il soffitto di legno a capriate, presenta una copertura in lastre di pietra locale; il pavimento, pure in pietra, è in salita verso l’altare.
Il fonte battesimale, del XII secolo, è a pianta ottagonale e presenta in bassorilievo simboli e figure tipici della scultura medioevale: un grifone, un presbitero in atto benedicente, il leone di S. Marco, S. Matteo che regge il Vangelo (formelle originali attribuite alle stesse maestranze che lavorarono nel Duomo di Parma) e ancora – ma di fattura posteriore – il toro alato di S. Luca e l’aquila di S. Giovanni. Il Tempio, spoglio e austero, prende luce da alcune monofore fortemente strombate e da una bifora posta sopra il portale d’ingresso. Da una pergamena del 1230, relativa alla regolamentazione delle decime, risulta che la pieve di Sasso era una delle più importanti del territorio parmense, avendo sotto la propria giurisdizione ben tredici cappelle: Mozzano, Selvazzano, Ceretolo, Cedogno, Urzano, Lodrignano, Vezzano, Pietta, Moragnano, Madurera, Antignola, Campora, Inzolo. La strada che dalla Provinciale di Scurano porta alla Pieve è stata dedicata di recente a Rainerio da Sasso, Signore del luogo, gran dignitario di corte della Contessa Matilde.