La Santa Allegrezza

Cuncti simus concanentes
Llivre Vermell de Montserrat – sec. XIII
Stella Splendens
Llivre Vermell de Montserrat – sec. XIII
Rosa das Rosas
Cantiga de Sancta Maria n° 10 – sec. XIII
Verbum patris Hodie
trascrizione di Piero Damilano – sec. XIV
Tempus transit gelidum
Carmina Burana – sec. XIII
Imperayritz de la ciutat joyosa
Llivre Vermell de Montserrat – sec. XIII
Fas et Nefas
Carmina Burana Moralia – sec. XIII
Magdalena degna da laudare
Laudario Cortonese – sec. XIV
Palästinalied
Chanson de croisade – Walther von der Vogelweide
Dami conforto Dio et Alegrança
Sabrina Tinghi – sec. XX

La Santa Allegrezza nasce come sintesi di varie attitudini che convergono armoniosamente nell’intento di far conoscere il pathos religioso ed il misticismo che fiorirono in Italia (e in Europa) tra il 1200 e il 1400. Pathos e misticismo insieme caratterizzano in quei secoli le variopinte attività della gente, con aspetti diversi che spesso possono apparire contraddittori, sebbene coesistano nello stesso tessuto sociale. A volte diventa addirittura difficile stabilire il confine tra sacro e profano. Gli aspetti punitivi e autolesionisti di certi movimenti religiosi si affincano o vengono superati da quelli genuini e mistici del francescanesimo. I canti gregoriani vengono acquisiti dal popolo che, data la scarsa dimestichezza con il latino, li modifica e li reinvesta sulla base della propria sensibilità, spesso poco ortodossa.
Folte schiere di pellegrini animano le vie verso i luoghi di culto dell’epoca e scandiscono il ritmo della marcia con inni e lodi alla Vergine, lasciandoci (solo grazie alle annotazioni o alle cure di qualche musicofilo del tempo) le splendide raccolte del Llivre Vermell de Monserrat e le Cantigas de Sancta Maria de Compostela.
La Santa Allegrezza vuole essere un piccolo contenitore di queste preziose perle. Una sorta di dramma liturgico che, all’unisono con musica e recitazione, canto e gestualità, porge allo spettatore lo spirito che in queste composizioni si cela.