Soragna, Rocca Meli Lupi
domenica 17 luglio, ore 21.30

Florilegio Ensemble

Alle stamegne ...
Il quotidiano nel '400

Il gruppo lombardo Florilegio Ensemble presenta un programma dedicato alla musica
profana italiana del '400, e ai suoi aspetti più popolari e quotidiani

Maria Consigli – voce
Marcello Serafini- viella, chitarra rinascimentale
Antonio Serafini – cornamuse, liuto, zampogna
Alberto Crugnola – ghironda, liuto
Isacco Colombo – ciaramelle, flauti, flauto e tamburino

 

AYME' SOSPIRI - Anonimo (Escorial)

O TEMPO BONO - Anonimo (Montecassino)

BALLO AMOROSO - strum. (G. Ambrosio - Paris, ital.476)

HORA MAY CHE FORA SON - Anonimo (Escorial)

ANELLO - GRATIOSO – D.da Piacenza, G. Ambrosio – strum. (Paris, ital. 97- Paris, ital.4762, )

O GRATIOSA VIOLA - Anonimo (Escorial)

LEONCELLO - strum. (G. Ambrosio - Paris, ital.476)

FATE D’ARERA - Anonimo (Escorial)

 

PETITE CAMUSETE - J. Ockeghem (Montecassino)

LA VIDA DE COLIN - Anonimo (Montecassino)

PETIT VRIENS – strum. - (G. Ambrosio - Paris, ital.476)

ALLE STAMEGNE – Anonimo ( Montecassino)

SE MON FLAGOLET JOLI - Anonimo (Escorial)

UNA VECHIA SEMPITERNOSA - Anonimo (Escorial)

VOCA LA GALIERA - Anonimo (Montecassino)

BEN SO CHE MIA MENTE - Anonimo (Escorial)

 

Nel XV secolo la musica dei maestri fiamminghi, grazie al loro peregrinare nelle corti più importanti, si diffuse in tutta Europa; un’arte raffinata, sapiente e anche astuta (es. il canone), che veniva utilizzata per dare forma ai maggiori generi musicali del tempo. Così nelle Messe e nei mottetti possiamo trovare i nomi dei più grandi artisti del ‘400: Dufay, Binchois, Ockeghem. Questi dedicarono anche particolare attenzione al repertorio profano delle “chanson”, in cui il tema ricorrente dell’amore cortese, spesso sofferto, era fonte d’ispirazione poetica. L’arte del contrappunto si dispiega anche in queste pagine, utilizzando le tecniche compositive dell’imitazione, del falso bordone, degli inserti strumentali nelle voci, della tecnica della doppia o tripla chanson, ed altri. Contemporaneamente, negli stessi paesi, si tramanda la musica autoctona attraverso la prassi del cantar “a mente”, accompagnandosi con la viella o il liuto, abitudine che ritroveremo nelle frottole per liuto e voce secondo schemi e forme completamente diverse.
In Italia sopravvive una musica più semplice di quella fiamminga; forse non riesce a trovare il luogo e lo spazio per svilupparsi con la stessa dignità, ma trasmette una “quotidianità” , un senso “rustico”, che la rende affascinante. Purtroppo sono poche le testimonianze scritte di questo genere (che prende il nome generico di strambotto), sparpagliate qua e là nei maggiori manoscritti del ‘400.
Alcuni brani trattano argomenti “piccanti”, altri più poetici; l’andamento ritmico delle parti è più omogeneo, l’intelligibilità è garantita.
Il programma vuole dare una panoramica della musica profana italiana del ‘400, con particolare riguardo a quel repertorio dai tratti “popolari” che ci avvicina di più alla vita quotidiana e di paese.

La vida de colin, Alle stamegne e Voca la galiera sono tra i brani più rappresentativi di questa musica. Il primo rievoca un tale “Colin” o “Colinet”, indefinibile membro di una famiglia di giullari e musicisti attivi nel corso del XV secolo; lo scioglilingua della seconda parte potrebbe rievocare il suono degli strumenti di questi esecutori, così come il loro stato di ebbrezza.
Il secondo è il richiamo di un panettiere in una piazza di paese … le donne sono invitate a setacciare la farina (la stamegna è la tela impiegata per setacciare)! Nell’ultimo, l’incipit testuale viene ripetuto per tutto il brano altrimenti privo di testo: l’andamento omoritmico può così ricordare il ritmo di una “canzone di lavoro” decisamente “ante litteram”.
O tempo bono, è espressione della cultura musicale frottolesca italiana e ne ricalca i canoni: andamento omoritmico, note ribattute, scarsa estensione vocale.
La cospicua presenza di composizioni di autori fiamminghi nei MSS europei del ‘400 testimonia come la cultura di questi ultimi si era espansa in tutto il continente. Petite camusete, di J. Ockeghem è una chanson doppia ove il superius intona un testo diverso da quello del tenor restando affine il contenuto. Il cantus firmus dal carattere fortemente popolare ripropone una scena d’amore tra Robin e Marion, protagonisti della omonima commedia di A. de la Halle; contemporaneamente il superius narra di un amore sofferto e non ricambiato e vede in Robin e Marion la speranza di una felice risoluzione.
L’Escorial IV a 24 contiene un centinaio di brani tutti di carattere profano. In O graziosa mia viola e Aymè sospiri la prima voce comincia ad assumere un ruolo di maggiore importanza rispetto alle altre, preludiando la nascita della monodia accompagnata; in Ben so che mia mente al superius sono affidati anche piccoli passaggi virtuosistici. Fate d’arera è sicuramente il brano più “popolare” dell’intera raccolta; basato su un testo che racchiude in sé diverse espressioni popolaresche, nonché dialettali, il brano sembra voler accompagnare una commedia teatrale; il matrimonio forzato, il rifiuto da parte di lei, gli approcci insistenti del marito, ed infine il ricatto, fanno parte di una storia molto vicina alla realtà di certe culture del nostro meridione.
Di origine fiamminga è Se mon flagolet joli al quale abbiamo voluto aggiungere una melodia tradizionale francese, ispirandoci al repertorio tradizionale del flauto e tamburino..
Per completare il quadro della musica del quattrocento europeo abbiamo inserito nel programma alcuni brani strumentali, alcuni dei quali originariamente scritti per accompagnare la danza.

Florilegio Ensemble