Fidenza, piazzetta Cremonini
sabato 9 luglio, ore 21
Ensemble Orientis Partibus
Di pensier in pensier
La Donna, l'Amore e il Desiderio
nell'Ars Nova Italiana

La Donna, l'Amore e il Desiderio nell'Ars Nova Italiana, musiche e letture del '300
presentate dall'Ensemble umbro Orientis Partibus
ENSEMBLE ORIENTIS PARTIBUS
Marco Becchetti viella, ribeca
Roberto Bisogno liuto, symphonia
Mauro Borgioni canto, voce recitante
Giovanni Brugnami flauti, cornamusa, bombarda
Stefano Benini canto
Vladimiro Vagnetti ciaramello, cornamusa,salterio
PROGRAMMA
Di pensier in pensier di monte in monte
mi guida Amor ch’ogni segnato calle
provo contrario a la tranquilla vita.
Se ‘n solitaria piaggia, rivo o fonte
se ‘nfra duo poggi siede ombrosa valle
ivi s’acqueta l’alma sbigottita;
et come Amore l’envita
or ride or piange or teme or s’assegura;
e ‘l volto che lei segue ov’ella il mena
si turba e rasserena
et in un esser picciol tempo dura;
onde a la vista huom di tal vita experto
diria: Questo arde et di suo stato è incerto. […]
(Francesco Petrarca 1304-1374)
SU LA RIVERA DOVE 'L SOL AGIAZA
(madrigale, cod. Vaticano Rossi 215)
Tristo a colui che ‘n le promesse spera
però che perde ‘l tempo e l’aspettare
tristo a colui che si crede acquistare
per l’altrui mani alcuna cosa intera […]
(Bindo Bonichi, 1260-1338)
PER TROPO FEDE TALOR SE PERÌGOLA
(ballata, cod. Vaticano Rossi 215)
Vegna,- vegna - chi vole giocundare e a la danza se tegna.
Vegna, - vegna - giocundi e gioia faccia! […]
(Guittone d’Arezzo 1230-1294)
SALTARELLO I
(British Library, London, Add. 29987)
LUCENTE STELLA
(ballata, cod. Vaticano Rossi 215)
Voi che per li occhi mi passaste 'l core
e destaste la mente che dormia,
guardate all’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.
E’ vèn tagliando di si grande valore,
che’ deboletti spiriti van via:
riman figura solo en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.
Questa vertù d’Amore che m’à disfatto
Da vostr’occhi gentil’ presta si mosse:
un dardo mi gittò dentro dal fianco.
Sì giunse ritto 'l colpo al primo tratto,
che l’anima tremando si riscosse
veggendo morto 'l cor nel lato manco.
(Guido Cavalcanti 1260-1300)
NON CREDER DONNA
(ballate di Francesco Landini, Firenze, Bibl. Laurenziana, Palatino 87)
SALTARELLO IV
(British Library, London, Add. 29987)
CON GLI OCCHI ASSAI
(ballate di Francesco Landini, Firenze, Bibl. Laurenziana, Palatino 87)
SALTARELLO IV
(British Library, London, Add. 29987)
D’April vi dono la gentil campagna
tutta fiorita di bell’erba fresca
fontane d’acqua che non vi rincresca
donne e donzelle per vostra compagnia
ambianti palafren’, destrier de Spagna
e gente costumata alla francesca
cantar danzar alla provenzalesca
con istormanti novi della Magna.
E d’intorno vi sian molti giardini
E giachito vi sia ogni persona
Ciascun con reverenza adori e 'nchini
A quel gentil c’ho dato la corona
De pietre preziose le più fini
C’ha 'l Presto Gianni o’re di Babilona.
(Folgore da San Gimignano …-1332)
ECCO LA PRIMAVERA
(ballata di Francesco Landini, Firenze, Bibl. Laurenziana, Palatino 87)
Su, donna Gemma, co’la farinata
e col buon vino e co’l’uova ricenti
che la Mita per voi sia argomentata,
ch’io veggio ben ch’ella ha alegati i denti.
Non vedete com’ella è assottigliata?
Maravigliar ne fate tutte genti.
Donna Filippa assai n’è biasimata
da tutti suoi amici e da’ parenti.
Or acendete ‘l foco e sì cocete
cosa che spesso in bocca si metta
se non per certo morir la farete:
ché la gonnella, che si l’era stretta,
se ne porian far due, be llo vedete,
così è fatta magra e sottiletta.
(Rustico Filippi 1230-1300)
AMOR MI FA CANTAR ALLA FRANCESCA
(ballata, cod. Vaticano Rossi 215)
Gimene al letto della donna mia,
stesi la mano e toccaile lo lato.
Ella si risvegliò, ch’ella dormia:
“Onde ci entrasti, o cane rinnegato?”
“Entraici da la porta, o vita mia;
priegoti ch’io ti sia racomandato.”
“Or poi che ci sei entrato, fatto sia:
spogliati ignudo e corcamiti a lato.”
Poi ch’avem fatto tutto nostro gioco,
tolsi li panni e voleami vestire;
ed ella disse: “Stacci un altro poco,
ché non sai i giorni che ci puoi transire.”
(strambotto siciliano, sec.XIV)
I SENTÌ UN MATTUTINO
(ballata di A.Stephani, Lucca, Archivio di Stato, MS 184)
Fonti Musicali
Biblioteca Apostolica Vaticana, Cod. Rossi 215; Firenze, Bibl. Laurenziana, Palatino 87 (Cod. Squarcialupi); British Library, London, Add. 29987;Lucca, Archivio di Stato, MS 184.
Andrea Cappellano ci spiega nel suo trattato d’Amore, come la Passione sia un fenomeno innato, poiché non nasce da nessuna azione: “…la passione procede dal solo pensiero che l’animo concepisce davanti alla visione.
Quando uno vede una donna che corrisponde al suo amore e che è bella secondo il suo gusto, subito in cuor suo comincia a desiderarla, e quanto più la pensa, tanto più arde d’amore, fino a che non giunge a più pieno pensiero…”.
Un pensiero d’Amore che diviene “smisurato”, per il suo continuo tornare alla mente.
I poeti Siciliani e Toscani guardarono così insistentemente ai precetti del De Amore da renderlo una summa sapienziale, tanto da stabilire una rigorosa serie di tematiche e allegorie per la propria poesia, in cui l’Amore viene trattato e analizzato in tutte le sue forme, terrestri e celestiali.
Protagonista di ogni lirica amorosa è la donna, alla quale si rende omaggio con raffinate allegorie cortesi derivate dalla prima poesia trobadorica, e poi rielaborate secondo il gusto tutto italico della poesia stilnovista.
Ma accanto a questa produzione “eletta” ci rimangono del Trecento testimonianze piuttosto ampie di una rimeria popolareggiante che si distingue per una maggiore dimensione “realistica”.
Non mancano in queste liriche tonalità maliziose o allusioni “oscene”, in cui il gioco di rimandi scherzosi si fa sempre più scoperto.
L’esperienza lirica del Trecento è strettamente legata ad una attività musicale, testimoniata non solo nominalmente dalla classica tripartizione canzone-ballata- sonetto, ma anche da una ricca serie di fonti letterarie e iconografiche, le quali mostrano che il testo poetico spesso nasceva in funzione di una successiva intonazione.
Le rime per musica del Trecento presentano un panorama espressivo raffinato ed elevato, oppure tendenzialmente popolareggiante, al quale si adatta il carattere stilistico della stessa composizione musicale, cioè la melodia.
L’ensemble Orientis Partibus vuole ricreare non solo visivamente l’atmosfera esecutiva di tali brani musicali, ma vuole mostrare come ci siano continui rimandi tra testi intonati e liriche declamate, come entrambe facciano parte di una medesima koinè letteraria.
Protagonista della serata oltre la Musica è quindi la Poesia, due categorie dell’espressione e dell’esperienza umana Trecentesca che non possono essere disgiunte, modulandosi entrambe sulle linee di un raffinato estetismo melodico e ritmico.