Se si guarda da dove proviene, la si chiama "Via Francigena"; se si guarda dove è diretta prende il nome di "Strada Romea". E’ l’antico cammino dei pellegrini provenienti d’oltr’alpe e diretti alla capitale della cristianità: un insieme di strade, di sentieri, di percorsi alternativi, costellato di pievi e di ricoveri, di grandi chiese e di borghi sopravvissuti quasi intatti alla rovina del tempo.
L’Italia tutta è ricca di vestigia architettoniche del Medioevo, ma quelle che si trovano su questo percorso possiedono senza dubbio un fascino ed una suggestione particolari: come se quelle antiche pietre mostrassero di aver voglia di raccontare ancor oggi la loro storia, fatta di devozione, di sacrifici, di tante
piccole storie di donne e di uomini di mille anni fa.
Con l’approssimarsi della scadenza del secondo millennio, cresce la voglia
di tornare a conoscere quei luoghi: quelli famosi, di cui magari da sempre abbiamo sentito parlare, e soprattutto quelli poco noti o addirittura dimenticati, ma non per questo meno preziosi. Conoscerli, certo, ma soprattutto tornare a farli vivere, per rientrare in contatto, e non da semplici turisti, con quella fetta di storia
che essi hanno da raccontarci.
ALIA MUSICA è anche questo: un festival di musica medievale, che ospita
i gruppi italiani più prestigiosi specializzati in questo settore, e che presenta un ampio panorama dei diversi generi e stili della musica pre-rinascimentale; ma anche un modo per coniugare musica e architettura, storia e spettacolo,
intrattenimento e cultura. Un modo, tra l’altro, per valorizzare e rendere ancor più efficaci gli sforzi fatti dagli Enti locali in questo particolare settore
di promozione turistico-culturale, coagulandoli attorno ad un progetto comune.
La musica medievale, d’altro canto, reclama ormai a pieno titolo i suoi spazi, e nessuno più può ritenerla né una moda passeggera, né tanto meno un campo da riservare agli addetti ai lavori. Lo testimoniano le migliaia di persone che hanno affollato i concerti delle due precedenti edizioni di ALIA MUSICA; e lo testimoniano gli stessi esecutori, i quali si occupano sì di ricerca musicologica, ma non come fine in sé, bensì come mezzo per esercitare appieno la loro creatività di musicisti in questo singolare repertorio: per continuare ad essere, anche facendo
musica del Medioevo, musicisti d’oggi.

FONTEVIVO (PR)
Sabato 5 giugno 1999 ore 21
Badia (fine sec. XII)

Veni creator spiritus
Armonie religiose tra il XII ed il XIV secolo

Ensemble Stella Nova
(Cremona)

Roberto Quintarelli: controtenore, flauti
Vittorio Zanibelli: flauti, cornamuse, salterio e bombarda
Claudio Demicheli: ghironda, ribeca, percussioni
Domenico Baronio: liuto, chitarriglia e chitarra moresca

Un concerto in costume, eseguito con stili e strumenti d’epoca; un rigoroso ma accattivante percorso nel territorio della musica sacra, principalmente paraliturgica, del tardo Medioevo e dell’Ars Nova, periodo pieno di fermenti, di creatività, di rielaborazione in tutti gli ambiti dello scibile, di grandi contaminazioni culturali.
Il programma propone brani da drammi sacri, laudi e cantigas, piae cantioni, travestimenti spirituali, canti dei pellegrini e brani strumentali. L’ambito privilegiato di riferimento è la chiesa: quella delle ricche e monumentali funzioni liturgiche, naturalmente, ma anche quella dei sagrati, delle congregazioni, delle confraternite, della strada dei pellegrini. E saranno gli stessi musicisti, tra una sezione e l’altra del concerto, ad illustrare al pubblico il repertorio proposto, soffermandosi a riflettere e a commentare i brani eseguiti.

ALSENO (PC)
Domenica 6 giugno 1999 ore 21
Abbazia di Chiaravalle della Colomba (sec. XII)

Gli Elementi
Terra, Acqua, Aria e Fuoco attraverso la musica del medioevo

Ensemble Modo Antiquo
(Firenze)

Paolo Fanciullacci: voce, cornetto muto, zampogna
Federico Maria Sardelli: flauti diritti, flauto di corno, flauto traverso, flauto doppio, ciaramella, bombarda
Ugo Galasso: flauti diritti, bombarda, chalumeau, cromorni, pipe and tabor
Bettina Hoffmann: viella, ribeca, tromba marina
Gian Luca Lastraioli: citola, liuto
Luca Brunelli Felicetti: percussioni medievali

L’alchimia non si esauriva certo in una tecnica per trasformare i metalli in oro, ma era in realtà una complessa e vasta visione dell’universo, in cui scienza, arte e filosofia interagivano per condurre l’uomo dai primi stadi della conoscenza alla perfezione, dalla "nigredo" alla "viriditas". La musica, come ogni altro aspetto dello scibile, rientrava in questo iter con le sue rappresentazioni simboliche, e interveniva direttamente nel processo alchemico grazie alla sua capacità di muovere ben precise passioni e volizioni. Raccogliendo dal repertorio musicale del Medioevo musiche concepite a questo scopo, o che possiedono forti legami simbolici con la pratica alchemica, è possibile ritessere suggestioni ed atmosfere che presiedevano ad una delle più affascinanti e misteriose esperienze dell’uomo.

Nell'ambito delle manifestazioni per l'Infiorata del Corpus Domini

VIGOLO MARCHESE (PC)
Domenica 20 giugno 1999 ore 21
Parrocchiale di S. Giovanni e Battistero (sec. XI)

San Iovanni al mond’è nato
La figura di S. Giovanni nella musica sacra del Medioevo

Gruppo NOVA CANTICA
(Belluno)

Maria Silvia Roveri: direzione, voce, strumenti
Nadia Caristi: voce
Bronislawa Falinska: voce
Patrizia Vaccari: voce

Un omaggio musicale alla figura di San Giovanni Battista, che raccoglie brani che nel Medioevo furono ispirati dalla sua persona o che alle sue parole sembrano rifarsi, proponendo temi da sempre presenti nella storia dell’uomo: l’iniquità dei potenti, i falsi profeti, gli ipocriti. Il concerto si apre con il famosissimo Inno a S. Giovanni (Ut queant laxis) dal quale Guido d’Arezzo trasse i nomi delle note tutt’oggi utilizzati, ed intreccia poi un florilegio di composizioni appartenenti a periodi e stili diversi della musica sacra: brani gregoriani, laudi, un organum di Perotino, mottetti politestuali a tre voci; quindi alcune composizioni provenienti dai manoscritti conservati nel monastero spagnolo di Las Huelgas, per concludere con l’esplosione di giubilo per la nascita e la resurrezione del Cristo, la cui venuta Giovanni fu chiamato ad annunciare.

COLLECCHIO (PR)
Sabato 26 giugno 1999 dalle ore 17
Corte di Giarola (sec. XI-XV)

Festa medievale

Associazione storica "Quelli del ponte"
(Ravenna)

Marco Neri, giocoliere
(Sarzana)

Compagnia dell’asino che porta la croce
(Modena)

Fabio Bonvicini: narrazione, flauti, cornamuse
Francesca Malavolti: voce, arpa medievale
Antonella Mazzucato: danze, riqq, darabuka
Renzo Ruggiero: ghironda, santur
Giovanni Tufano: voce, oud, salterio, tamburo a bandoliera

Sul far della sera, al suono di antichi strumenti, la Corte di Giarola vedrà rivivere un vero e proprio mercato medievale, con bancarelle di arti e mestieri del 1300: dal ciabattino al coniatore di monete, dal venditore di stoffe al vasaio, dal conciatore di pelli all’armaiolo. Ma ci sarà anche una mostra mercato di prodotti agricoli e di artigianato locale, sarà possibile visitare il Parco Naturale del Taro e le strutture architettoniche della Corte, ci si potrà rifocillare negli stand gastronomici. E alle 22, calato il sole, in un angolo della Corte musici ed attori metteranno in scena "Ruggiero e Palomina", una cantastoriata in costume con danze, quadri viventi
e musiche del Medioevo.

FIDENZA (PR)
Sabato 3 luglio 1999 ore 21
Sagrato del Duomo (sec. XII)

Tristano e Isotta
Una leggenda medievale in musica e poesia

Gruppo Antica Consonanza
(Salerno)

Alfredo Lamberti: flauti diritti e traversi, bombarda, arpa, salterio, dulcimer
Guido Pagliano: flauti, gemshorn, cromorno, tamburi, tamburelli, sonagli
Gabriele Rosco: viella, ribeca, symphonia, liuto, voce
Renata Fusco: voce, recitazione, danza
Enrico Auletta: recitazione

Si pensa solitamente a "Tristano e Isotta" come ad un’opera poetica omogenea, che canta l’amore dei due amanti perduti; ma in realtà non esiste un poema unico su questo amore, bensì molte versioni differenti, in prosa e in versi, scritte in varie epoche. Dall’intreccio di due delle fonti più importanti (una francese della fine del XII secolo, ed una tedesca degli inizi del XIII), Antica Consonanza ha ricavato il canovaccio di una vera e propria rappresentazione scenica, giocata sull’interazione tra musica e poesia, e focalizzata su alcuni momenti salienti nei quali si concentra la grande potenza narrativa della leggenda. Le musiche provengono soprattutto dal manoscritto n. 2542 della Biblioteca Nazionale di Vienna, insieme ad altre melodie inserite nello spettacolo per la loro attinenza alle vicende narrate. Il "Lai du chèvrefeuille", che chiude la rappresentazione, fu composto da Maria di Francia, e racconta di un delicato momento dell’amore dei due amanti divisi.

ROCCA SUSELLA (PV)
Sabato 10 luglio 1999 ore 21

Chiesa di S. Zaccaria (sec. XI-XII)

Vox Sacrae Virginis
Musiche cantate e composte da monache dall’XI al XV sec.

Gruppo NOVA CANTICA
(Belluno)

Maria Silvia Roveri: direzione, voce, strumenti
Nadia Caristi: voce
Bronislawa Falinska:voce
Ulrike Wurdak: voce

"Mulier tacet in ecclesia", la donna tace in chiesa, recitava l’antico precetto. Eppure tante donne si sono occupate di musica durante il Medioevo, lasciando dalla discrezione dei loro monasteri monumenti letterari e musicali nei confronti dei quali l’intera storia della musica, e la voce umana innanzitutto, sono debitrici e profondamente grate. Il concerto propone all’ascolto proprio questo particolare repertorio di nascita "femminile", attingendo ai manoscritti del monastero cistercense di Las Huelgas, e a quelli del monastero di Eibingen, fondato agli inizi del XII secolo da Hildegard von Bingen: mistica, donna di scienze e di medicina, consigliera di vescovi e di papi, che ci ha lasciato una cospicua raccolta di composizioni
di inaudita bellezza.

Nell'ambito della rassegna Oltrepo medievale

FORNOVO (PR)
Domenica 11 luglio 1999 ore 21
Sagrato della Pieve (sec. XI)

Delle virtute
et arte del danzare
Musiche e danze del XV secolo

Charivari Ensemble / Aulòs Consort
(Rimini)

Emanuela Di Cretico: flauti a becco, storta
Alida Oliva: flauti a becco, storta, voce, percussioni
Daniele Salvatore: flauti a becco, storta, zitera, percussioni
Dante Bernardi: dulciana, bombarda
Stefano Rocco: liuto rinascimentale, tiorba

Balletto Estense
(Modena)

Mauro Basso, Maria Grazia Benassi, Anna Carrer, Margherita Carrer, Graziella Carretti, Paola Cavani, Gianni Cerfeda, Catia Cominetti, Saverio De Falco, Claudia De Prato, Gaia Esposti, Paola Furgeri, Lorena Girotti, Maria Letizia Mora, Maddalena Patelli, Maria Rosa Patelli, Silvia Pezzenati, Maria Predieri, Daniela Zappa. Direttore: Luca Michelini

Un programma incentrato sulle musiche anonime e sulle coreografie di balli, saltarelli e bassedanze, tramandateci da due trattati di danza del XV secolo: il "De arte saltandj & choreas ducendj" di Domenico da Piacenza, e il "De pratica seu arte tripudii" di Giovanni Ambrosio. L’ambiente è quello della corte, e i balli hanno nomi strani e suggestivi: Giuliva, Anello, Venus, Verçeppe, Bialtè di Chastiglia, Leoncello Novo, Rostiboli Gioioso, Gelosia, Colonese, Marchesana, Petit Riens. Uno spaccato sul mondo della danza alla fine del Medioevo, dunque; ma anche sulla musica strumentale in sé, che proprio nella danza trovava una delle sue radici più ricche e fruttuose, e che di lì a poco sarebbe esplosa in piena autonomia.

GOLFERENZO (PV)
Domenica 11 luglio 1999 ore 21
Sagrato di S. Nicolò

A Ricolta!
Musiche nella chiesa, nel castello, nella corte e nella taverna medievale

Ensemble La Rossignol
(Cremona)

Elena Calzari: soprano
Roberto Quintarelli: controtenore, flauti
Erica Scherl: viella
Stefano Donarini: flauti, cromorni
Domenico Baronio: liuto, chitarra antica e moresca

 

Il concerto, eseguito con stili e strumenti d’epoca, viene presentato in costume e propone un suggestivo percorso di esplorazione dei principali "ambienti" musicali del Medioevo: la chiesa, il castello, la corte e la taverna. Si partirà dunque con laudi e cantigas, per passare poi ad ascoltare le musiche dei trovatori, dei trovieri e i balli strumentali; e dalle nobili musiche dell’Ars Nova si giungerà ai Carmina burana e alla famosa Messa dell’asino. A far da guida in questo viaggio ideale nella musica del XII, del XIII e del XIV secolo saranno gli stessi musicisti, che fra una sezione e l’altra del concerto illustreranno al pubblico il repertorio proposto.

Nell'ambito della rassegna Oltrepo medievale

BOSCHI DI CARREGA (PR)
Sabato 17 luglio 1999 ore 21,30
Pieve di Talignano (sec. XIII)

Rosa das Rosas
Il simbolo sacro della rosa nella musica del medioevo

Chominciamento di gioia
(Roma)

Anna De Martini: canto
Elisabetta Di Filippo: percussioni, salterio
Olga Ercoli: arpe
Gianfranco Russo: viella, symphonia
Giovanni Tardino: flauti

Il concerto propone alcuni brani composti tra il XII e il XIV secolo e dedicati alla rosa nei suoi vari aspetti simbolici. Il titolo del concerto è l’incipit di una delle più famose Cantigas de Santa Maria, e propone la più importante allegoria medievale della rosa, come immagine della Vergine; ma accanto al significato dominante di rappresentazione delle mistiche sembianze mariane, molti altri erano i concetti sacri espressi in metafora nella rosa, dal martirio alla struttura del paradiso, dalla purezza alla penitenza, fino alla rinascita. Il percorso proposto all’ascolto sottolinea l’universalità di un simbolo che, spesso mutuato dalle grandi religioni orientali, ha ispirato la letteratura musicale religiosa di tutta l’Europa, trovando cittadinanza nella cultura cristiana che dominava l’occidente medievale.

LESIGNANO PALMIA (PR)
Sabato 21 agosto 1999 ore 21
Il borgo medievale

Canzoni di vita quotidiana
Musiche profane del Quattrocento italiano

Florilegio Ensemble
(Varese)

Maria Consigli: voce
Anita Camarella: voce
Marcello Serafini: viella, ribeca, chitarra rinascimentale
Isacco Colombo: flauti, ciaramello, flauto da tamburo
Antonio Serafini: liuto, cornamusa
Alberto Crugnola: liuto, ghironda

Il repertorio profano dell’Italia del Quattrocento non è purtroppo molto ampio; è, in compenso, molto ben caratterizzato da uno stile compositivo che si sforza di rendere la musica maggiormente fruibile da parte del popolo, e dalla presenza quasi costante di vere e proprie "storie narrate", che il più delle volte traggono spunto dalla vita quotidiana. Scene rurali, a volte anche un po’ volgari, pene d’amore, canti di lavoro, musica di festa: questi gli argomenti dei brani presentati nel concerto, provenienti in gran parte dal Manoscritto Escorial IV a 24, e che sembrano dar vita innanzi agli occhi degli ascoltatori ad una sorta di grandioso affresco di "vita di piazza".

VIGOLENO (PC)
Domenica 5 settembre 1999 dalle ore 11
Il borgo (sec. XII)

Festa medievale

Arti e mestieri di Monte Giardino
(Repubblica di S. Marino)

Theatrum S.S.C.C.
(Torino)

Musica Officinalis
(Modena)

Catia Gianessi: voce, tammorre, tamburelli, danze
Gabriele Bonvicini: ghironda, voce, bouzouki
Roberto Romagnoli: fabulatore-giullare, tamburo a bandoliera, daraboukka
Igor Niego: flauti, cornamusa, percussioni a cornice

L’antico borgo di Vigoleno, da poco restaurato, rivivrà una giornata in pieno clima medievale: la piazza, le vie del borgo e la passeggiata sotto le mura saranno invase dalle bancarelle di un vero e proprio mercato che riproporrà arti e mestieri di un passato lontano: fabbri e scalpellini, taglialegna e vasai, venditori di spezie e di ortaggi e cardatori di lana. Tamburi, arcieri e raccoglitori d’acqua cercheranno di farsi largo tra la folla; e mentre una compagnia di antichi teatranti intratterrà i bambini, un gruppo di musici richiamerà l’attenzione dei frequentatori del mercato, offrendo storie, canzoni e racconti, accompagnandosi con antichi strumenti.

PARMA
Sabato 25 settembre 1999 ore 21
Abbazia di S. Giovanni (sec. XV.XVI)

Legenda Aurea
I Santi nella devozione laudese

Ensemble laReverdie
(Venezia)

Claudia Caffagni: voce, liuto, salterio, campane
Livia Caffagni: voce, flauto, viella, campane
Elisabetta de Mircovich: voce, vielle, symphonia
Ella de Mircovich: voce, arpa
Doron David Sherwin: voce, cornetto muto, percussione

Elena Bertuzzi: voce, azione scenica
Roberto Spremulli: voce, campane
Matteo Zenatti: voce, azione scenica, percussione

La Legenda Sanctorum, più tardi chiamata Legenda Aurea, fu probabilmente – dopo la Bibbia – il testo più letto, più ascoltato, parafrasato, raccontato e citato del Medio Evo: un vero e proprio "best seller", che vanta un migliaio di manoscritti in latino (più della Divina Commedia), e centinaia di traduzioni in tutte le lingue usate in Europa alla fine del medioevo. I particolari delle vite dei santi narrati nella Legenda penetrarono a fondo nell’immaginario collettivo, e di qui in tutte le manifestazioni artistiche, nelle arti visive e, soprattutto, in quelle uditive. Le laude in onore dei santi, tratte dai laudari di Cortona (Cort. 91) e di Firenze (BR18), che vengono eseguite nel concerto, possono essere considerate una sorta di omelie in versi e in musica, il cui materiale narrativo è – quando non direttamente tratto dalla Legenda – almeno documento evidente della sua penetrazione nel sapere comune.

A conclusione delle manifestazioni del Palio di Parma.

Con il contributo straordinario della S.O.V.E. Costruzioni SpA