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NOVITA'

I Dodici Giardini – Laude polifoniche del Monastero di Santa Caterina da Bologna (1413-1463)
5 musiciste


Santa Caterina da Bologna (1413-1463) è la prima donna nella storia europea di cui si conservano gli autografi di un gran numero di scritti, insieme a miniature, dipinti e a una piccola viella da lei suonata.
Per Caterina il canto è uno stile di vita, di preghiera, di catechesi: grazie ad un approfondito e originale studio musicologico - oltre che storico e letterario - laReverdie restituisce per la prima volta l’intonazione musicale ai testi di alcune delle laude conservate fra i manoscritti della Santa e li inserisce in un’esperienza viva d’ascolto dell’anima percorrendo I Dodici Giardini, pellegrinaggio spirituale ispirato al Cantico dei Cantici che la giovanissima clarissa descrive in un tripudio di simbolismo mistico e musicale.

 

Carmina Burana – memorie di un abate
5 musicisti + 1 attore cantante


Con questo programma laReverdie esplora la celebre raccolta dei “Carmina Burana”, canti in latino e alto tedesco, composti fra il secolo XII e i primi anni del XIII, commissionati da un ignoto abate di Novacella (Tirolo) dai gusti letterari raffinati e spregiudicati. I canti inclusi nella sezione moraleggiante e amorosa, eseguiti nelle Università e nelle Scholae di tutta Europa, sono degli “intrattenimenti clericali” di alto livello artistico, venati di sarcasmo e nostalgia: laReverdie li mette in scena evocando una sorta di Ricerca del tempo perduto, ricreata con musica ammaliante e letture pungenti, tratte da uno dei manoscritti più famosi del Medioevo.


Guillaume Dufay - Missa Sancti Jacobi
(Bologna, Civico Museo Bibliografico, Q 15, ff.CXXI-CXXXV)

Per festeggiare i venti anni di attività musicale e di ricerca nel campo della musica medioevale, l'ensemble laReverdie propone, per il 2006, l'esecuzione della Missa Sancti Jacobi che Guillaume Dufay scrisse, tra il 1427 e il 1428, molto probabilmente per la chiesa agostiniana di San Giacomo Maggiore a Bologna.
Quest'opera, oltre a presentare l'utilizzo per la prima volta del faux-bourdon in contesto extra insulare (nella sezione del Post-Communio), ha la singolare particolarità di essere un plenarium: oltre alle cinque parti dell'ordinarium infatti, Dufay musica anche quelle del proprium (Introito, Alleluja, Offertorio, Communio). Nella nostra esecuzione si farà anche uso di strumenti, trattandosi di una messa di transizione che vede sezioni concepite secondo il modello della Missa-Kantilena. Il mottetto Rite majorem Jacobum/Arcibus summis che Dufay scrive, negli stessi anni, per San Giacomo, verrà eseguito nelle due versioni che Dufay propone a quattro e a tre voci.  Per l’esecuzione è stata utilizzata una trascrizione completamente riveduta e corretta a cura di Claudia Caffagni.


Il Sogno di Don Chisciotte - L'ombra della cavalleria medievale
4/5 musicisti + 1 attore musicista
allestimento e regia a cura di Teatro del Vento

Quattrocento anni dopo la prima pubblicazione del Don Chisciotte (1605), laReverdie propone uno spettacolo in cui immagini sceniche, testi e musica si fondono a evocare l'universo onirico-cavalleresco di don Chisciotte, eroe che vede la luce nel XVII secolo, ma che vive evocando il passato, in un medioevo idealizzato.
Il sogno dell'hidalgo, immerso nella lettura dei romanzi e delle chanson de geste medievali, si snoda lungo tre tappe evocative:
     - l'amor cortese
     - la vocazione alle armi
     - la cerca avventurosa dell'ideale
Sullo sfondo di questi tre metaforici scenari (e sulle note di chanson, mottetti, pastourele, carole e estampie) si staglia l'ombra del più grande sogno di don Chisciotte e di quel medioevo di cui egli è in realtà l'ultimo sopravvissuto: la cavalleria.
Il testo, la cui lettura da parte del nostro Don Chisciotte suggerirà i tre sogni, è Amadigi di Bernardo Tasso (1538), poema in ottave che ha ripreso, in una versione italiana, il famosissimo Amadigi di Gaula (1508) di Ordóñez de Montalvo, un romanzo cavalleresco di origini molto antiche, legato al ciclo bretone, i cui personaggi sono tra gli eroi preferiti dal personaggio di Cervantes.
“Il sogno di Don Chisciotte” in un’operazione musicale, letteraria, teatrale, unisce così quattro secoli di storia; il Medioevo incontra il Barocco attraverso il poema cinquecentesco in un rincorrersi e riallacciarsi di motivi sempre profondamente sentiti dall’animo umano, dalle Crociate ai giorni nostri. Don Chisciotte vive con i fantasmi degli eroi medioevali, la cui musica riporta in vita i suoi sogni.
Un concerto da ascoltare e da guardare, uno spettacolo dove gli strumenti raccontano, le voci si accendono, le parole si vedono, i sogni risuonano.


Dante, Petrarca & Boccaccio - I Dolci stili dell'Ars Nova
5 musicisti + 1 attore

Nel settecentenario della nascita di Francesco Petrarca una tenzone musical-letteraria in cui i tre grandi interpreti del Dolce Stil Novo, Dante, Petrarca e Boccaccio e compositori dell'Ars Nova italiana sembrano gareggiare attraverso alcuni dei loro più estremi capolavori.
Proprio all'assoluta osmosi musica-poesia si collega uno dei fili conduttori dello spettacolo. Apparentemente non cangia 'l verde della natura amorevolmente e insistentemente evocata nei testi poetici così come nelle composizioni musicali, ma ad un secondo esame gli approcci si rivelano tanto variegati quanto intensamente personali.
Ecco dunque il verde squisitamente lirico, tornito e quasi apollineo di Petrarca e Landini – ecco il verde che fa da fronzuta, ammiccante copertura alle giocosità piccanti che Boccaccio condivide con le vivaci, a tratti ribalde cacce arsnovistiche – ecco infine il verde sottilmente simbolico e allusivo, ma aspro e scorbutico come una macchia di rovi, che conferisce araldiche brillantezze tanto ai madrigali di Jacopo da Bologna quanto alle Rime Petrose di Dante.
In questo progetto la lettura poetica diventa autentica ricerca sonora, la lingua dei tre poeti muta tono ed atmosfera non solo nei contenuti, ma nella sua stessa emissione, come suonata da tre diversi strumenti musicali, e la musica che si intreccia ai testi dialoga con loro ricreando, con i suoi mezzi espressivi, altrettante atmosfere.

In co-produzione con:
- "Grandezze & Meraviglie" - Festival Musicale Estense - Modena

- "Laus Polyphoniae" - Antwerpen
- "Grandi Appuntamenti della Musica" - Arezzo


Guillaume Dufay - Viaggio in Italia
6 esecutori

Con questo spettacolo, laReverdie propone un percorso attraverso la vita musicale italiana nel primo Quattrocento utilizzando come filo conduttore la quasi ventennale avventura italiana (1419-1437) del celeberrimo compositore franco-fiammingo, Guillaume Dufay.
Ecclesiastico, diplomatico, uomo di vasta cultura, conteso fra la corte dei Malatesta, la corte papale (che lo vuole a Roma, poi a Firenze e a Bologna) e quella dei Savoia, amico stimato della casa d’Este, Dufay iniziò proprio in Italia la sua straordinaria carriera di compositore. Rappresentante eccellente della più raffinata tradizione contrappuntistica fiamminga Dufay gettò le fondamenta di un nuovo linguaggio musicale paneuropeo, elaborando uno stile inconfondibile, in cui l’apice dello splendore artistico tardo medievale si fonde con i fermenti innovativi del primo Rinascimento italiano.
Per evidenziare la vitalità del sincretismo stilistico di Dufay, abbiamo scelto di eseguire alcune tra le numerose composizioni d’occasione, celebrative o anche semplicemente mondane che permettono un confronto con i compositori coevi attivi in Italia, dei quali abbiamo selezionato alcuni brani particolarmente suggestivi.
Per restituire l'immagine dell'Italia del Quattrocento, che prende forma dagli appunti di viaggio di Philìppe de Comin, e per rendere omaggio al grande compositore fiammingo, attraverso alcuni dei pochissimi documenti che lo riguardano, abbiamo scelto di intrecciare al repertorio musicale alcuni testi recitati da un "immaginario Dufay" trasformando un normale concerto in uno spettacolo suggestivo e avvincente.



Programmi miscellanei

Bestiarium - Gli Animali nella Musica Medievale
4 esecutori

Il mondo animale: ecco lo scenario naturale che fa da onnipresente sfondo a tutte le manifestazioni espressive del Medioevo - una costante discreta, elusiva, ma imprescindibile, una sorta di sommesso ma fondamentale bordone che è giocoforza immaginarsi accompagnamento a ogni forma d’arte di quell’epoca. Il Medioevo pullula d'animali, e non esclusivamente nelle sue immense foreste che solo in parte la comunità umana comincia a intaccare nel suo impeto dissodatore: dall’araldica alla gastronomia, dalla scolastica alle decorazioni miniate, gli animali, ben più numerosi dei loro signori e padroni umani, invadono tutta l’Europa, tanto negli ambienti profani quanto in quelli sacri. La polivalenza dell’animale nell’arte del Medioevo vale, naturalmente, anche per la musica, e l’eterogeneità dei brani presenti in questo florilegio mira a dare un'idea dell’immensa varietà di ispirazione che quadrupedi, uccelli e pesci offrirono alla creatività dell’epoca.

O tu chara sciença - Musica nel pensiero medioevale
5 esecutori

La musica, indissolubilmente legata alla filosofia, durante tutto il Medioevo è ancora considerata manifestazione  dell’armonia delle Sfere, anello di congiunzione fra Metafisica e Fisica. La liturgia e la vita stessa dei religiosi sono scandite dal canto, nella consapevolezza che la musica sia veicolo privilegiato del testo sacro, Laudatio Dei. Il monaco diventa teorico e le nuove notazioni danno vita a composizioni sempre più complesse; la polifonia “invade” la liturgia oltre che la musica profana, la “scientia” è ormai Ars Musica. La Natura diviene fonte di ispirazione, suoni e rumori della vita quotidiana riecheggiano nelle composizioni dell’Ars Nova francese ed italiana. Non a caso il Paradiso di Dante non risuona solo della salmodia angelica, ma anche di gorgoglii di ruscelli e brusii animali: la Musica Terrestris.

Insula Feminarum - Echi Medievali della Femminiltà Celtica
5 esecutori

Tír na mBan, Inis Ablach, il Castello delle Pulzelle, Avalon, l'Isle Joieuse... evanescenti, magnetici universi paralleli al femminile entro le cerchie fatate dei quali trovò asilo e sopravvisse, a dispetto dei travagli e delle convulsioni storiche, filosofiche e religiose, una concezione arcaica ed al tempo stesso modernissima della Donna e del suo ruolo nel mondo. Le tappe attraverso le quali in Europa si perpetuò, di tradizione in tradizione, di secolo in secolo, l’archetipo fascinoso dell’Isola delle Donne, non sono che immagine speculare di quelle tramite cui forme e simboli della cultura celtica riuscirono a propagarsi nel Medioevo, subendo una lenta ma costante, fertile metamorfosi, superando fluidamente, senza traumatismi, barriere geografiche ed ideologiche.

Itinerarium Rome - Un pellegrinaggio medievale dalle isole del Nord al Papato
5 esecutori

Il teatro geografico di questo nostro viaggio ideale si estende dalle selvagge brughiere delle Orcadi agli augusti Colli dell'Urbe, quello temporale dal Nono al Quattordicesimo secolo a migliaia di miglia e centinaia di anni che di primo acchito, in una sensibilità moderna calibrata secondo l’effimera cronologia del videoclip musicale, rischiano di evocare allarmanti immagini di disomogeneità assoluta. Eppure, l’anelito condiviso, il tema unificante di tante eterogenee melodie, di tanti variegati idiomi, tante complesse esperienze spirituali, è uno fra i più profondi, radicati ed immutabili di tutto il Medioevo: l'irresistibile, sovranazionale attrazione dell’intera Cristianità verso i Luoghi Sacri, nel caso di Roma sacri doppiamente, per la loro universale connotazione, imperiale e protocristiana ad un tempo.

Venetiarum Cardines - Le Porte Orientali d’Italia
4 esecutori

Sin dai tempi di Paolo Diacono (alla cui Historia abbiamo attinto anche il titolo di questo nostro itinerario musicale), le propaggini nordorientali della penisola italiana, dalle coste illiriche all’odierno Trentino, dalla Marca trevigiana al Friuli e ad Aquileia, sino ai confini col Ducato d’Austria hanno manifestato un'inequivocabile tendenza al cosmopolitismo culturale, alla cross-fertilization tanto linguistica quanto artistica. La fondamentale appartenenza ad un ampio e multietnico bacino europeo, e i conseguenti dialogo e contaminatio fra tradizioni, sono stati per le Venetie paoline, prima ed oltre che una vocazione, un destino; e ciò fin dall’Alto Medioevo: le Alpi non le hanno mai protette dalla risacca storica che da nord e da est vi s'infrangeva contro: e il flusso culturale ha inevitabilmente finito per traboccare, in ruscelli o in ondate di piena, attraverso i passi e lungo le valli montane.

Speculum Amoris - Liriche fra Misticismo e Erotismo
4 esecutori

Si potrebbe ritenere che il titolo sia quello, fedelmente riprodotto, di un autentico trattato medievale: errore più che giustificabile, visto che si tratta di una copia in stile, di uno pseudo-sinonimo. É un titolo che assomma in sé due dei temi fondamentali del pensiero filosofico e teologico dell'Occidente medievale: lo Speculum quale genere letterario (una delle più tipiche forme organizzative del sapere, enciclopediche ed eterogenee) e la musica, col suo immane fardello di significati e valenze. Nel nostro speculum gioco di specchi vicendevolmente riflettentisi, in cui lessico e termini della poesia musicale sacra e profana si mescolano a più livelli, conferendosi reciprocamente nuove profondità, in quella "straordinaria polisemia del linguaggio dell’uomo medievale" di cui parla Aron Gurevic: "Tutti i linguaggi professionali, settoriali medievali trapassano continuamente l'uno nell’altro, e sono dotati di senso proprio in quanto valgono non solo nei limiti di un dato settore specializzato d’attività, ma anche al di là di tale limite".

Suso In Italia Bella - Musica in Chiostri e Corti dell’Italia Settentrionale
5 esecutori

Prendendo le mosse dal passo dantesco nel quale è tracciata la mappa poetica dell’Italia alpina e padana, il programma mira a raccogliere un succinto dossier relativo alla cultura - musicale e non esclusivamente musicale - di quella ben caratterizzata area il cui antico nome di "Gallia Cisalpina" nell'Alto Medioevo non era ancora caduto in oblio: l’Italia al di là dell’Etruria, di Roma e della Magna Grecia. Ai piedi di una catena alpina vissuta come ponte di comunicazione piuttosto che baluardo geografico, sin dall'"europeismo" ante-litteram dell’età carolingia, l’Italia settentrionale mantenne la sua vocazione cosmopolita e multilinguista: vocazione ben riflessa nei brani d’area aquileiese ed in quelli in lingua doc ed in medioalto tedesco, eleganti testimonianze di vivacissimi contatti oltramontani delle corti e delle cerchie ecclesiastiche norditaliane.

NoxLux - Mors & Vita Duello
5 esecutori

Un variegato itinerario attraverso il paesaggio - sottilmente familiare, e tuttavia sempre difficilmente afferrabile nei suoi dettagli – dell’immaginario medievale e della sua concezione dell’eterna lotta che vede Vita e Luce schierate contro Tenebra e Morte. Il Tempo del Medioevo è fondamentalmente un tempo agricolo, un tempo della Natura: le suddivisioni basilari, che si riflettono di qui a tutti gli aspetti della vita, materiali e spirituali, sono bipolari - Notte e Giorno, abbondanza e carestia. È un tempo carico di contrasti, in accordo con le tendenze manichee ereditate dall’Europa medievale, che vede il contrasto sovrannaturale del Bene e del Male rispecchiarsi nel drammatico, ciclico alternarsi della Nascita e della Morte, dell’Alba e del Crepuscolo, dell’Estate e dell’Inverno, del Natale e della Passione di Cristo nel calendario liturgico.

 

Programmi sacri

In Festo Sancti Nicholai - L'Officio Drammatico nell’Inghilterra Medievale
In collaborazione con "I cantori Gregoriani": 9 esecutori

Basandosi su un duecentesco Antifonario dell’Inghilterra meridionale (il MS Mm. 2. g. della Cambridge University Library), laReverdie ha ripristinato secondo l’esatta sequenza cronologica una selezione di brani dell’Officio di San Nicola, inframmezzandoli con letture tratte - secondo l’uso tipico delle Historie - non tanto dalla Scrittura ma dall’agiografia. Alcune Sequenze strumentali d’area anglonormanna, associate ad un ristretto e fortemente simbolico strumentario, sono state introdotte per sottolineare la scansione scenica di questa sorta di Officium-Ludus. Una particolare cura è stata inoltre prestata al repertorio gestuale - ispirato a materiale iconografico coevo - nonché alla resa del latino anglicizzato e dell’arcaicizzante volgare, onde accostarsi ad un ottimale equilibrio fra coinvolgente intelligibilità e adesione alle ormai esotiche sonorità e retorica medievali.

Sponsa Regis - La Vittoria della Vergine secondo Hildegard von Bingen
5 esecutori

Antifone, responsori e lectiones si imperniano tutte attorno ad uno dei punti cardine della sacra filosofia di Hildegard, forse l’ultima grande esponente del sereno, armonioso platonismo cristiano medievale: il ruolo privilegiato ed autenticamente trionfante della Vergine Maria, tanto entro la storia della salvezza umana quanto entro il dispiegarsi stesso del divino progetto dell’Universo, del Macrocosmo. Maria, nell’immaginario di Hildegard, non è tanto la madre piangente ai piedi della Croce, bensì la Donna vestita di sole dell’Apocalisse, debellatrice dell’Antico Serpente, "scettro e diadema della dignità regale, cinta dalla sua fortezza come da un usbergo". Non il tentativo di ricostruire un momento preciso della liturgia che la badessa di Bingen e le sue consorelle crearono e praticarono: indizi simbolici, brevi faville, evocatrici di una luce il cui splendore, dopo novecent’anni, non si è ancora affievolito.

Historia Sancti Eadmundi - Dalla Liturgia Drammatica al Dramma Liturgico
4 esecutori

L’Officio per la festa di sant’Edmondo, qui ristrutturato entro lo spazio drammatico di una singola azione liturgica, propone elementi del ricchissimo materiale cultuale associato a Eadmund Wulffing, ultimo Re sassone d’East Anglia, giustiziato nell'870 dagli invasori danesi secondo modalità rituali che suggeriscono - in un parallelismo gravido di risonanze simboliche - un esatto equivalente scandinavo precristiano del ludus sacro post-conversione: il mito si fa rito, l’agiografia sfocia nell’Imitatio e nella Santa Rappresentazione, fra echi biblici ed epici ad un tempo. Degna di nota, in particolare, la ´riscoperta´ del MS 736 della biblioteca newyorkese Pierpont & Morgan: già universalmente celebre dal punto di vista figurativo per le sue splendide miniature, è stato per la prima volta analizzato da laReverdie nelle sue originalissime, cosmopolite caratteristiche paleografiche musicali.

Lyra mystica - Musica e Santità
5 esecutori

Il profondo legame che unisce la musica alle potenze celesti, alle supreme forze creative, alla perfectio spirituale e fisica costituisce una sorta di sacro topos in quasi tutte le culture umane. Nel peculiare, elevatissimo concetto che della musica ebbe l’Occidente cristiano medievale confluirono, fondendosi in armoniosa ricchezza, le idee e le immagini archetipe proprie alle tradizioni precristiane autoctone, alla filosofia ellenica ed al pensiero teologico latino-giudaico. Tutto ciò, e molto altro ancora, venne a riversarsi nella maestosa Musica delle Sfere prima, e poi nella perpetua glorificazione dell’Unico Dio da parte delle gerarchie celesti: e l’idea medievale della Musica, sentiero privilegiato della santità, strumento miracoloso di salvezza nonché specifico attributo dell’Ecclesia Trionfante, poteva dirsi formata.

Laude di Sancta Maria - Vigilia alle Laude di Sancta Maria
8 esecutori

La formulazione del programma vuole sottolineare l’unità estetica e ‘spirituale’ delle uniche due raccolte di laude medioevali pervenuteci complete del testo musicale, accostando cinque laude cortonesi a cinque laude fiorentine secondo un criterio tematico legato ai tempi forti dell’Anno Liturgico. Lungo questo cammino spirituale costellato di stationes e mysteria si svolgeva infatti, parallela alla vita della Chiesa, anche l’attività devozionale dei laudesi, costituita principalmente da veglie di preghiera in cui gli eventi liturgici venivano meditati e interiorizzati nel canto.

La "nostra" si configura come una sorta di "veglia archetipale" in cui un’ipotetica confraternita di laudesi ripercorre l’intero maestoso circuito di un Anno Liturgico, comprimendolo – con l’intensissima emozione che una simile concentrazione di Eventi Sacri inevitabilmente produce – entro il domestico spazio temporale di una notte.

Legenda Aurea - Laude dei santi dai laudari di Cortona e Firenze
9 esecutori

La Legenda Sanctorum del beato Jacopo da Varazze (1228-1298), più tardi chiamata Legenda Aurea, fu probabilmente – dopo la Bibbia – il testo più letto, più ascoltato, parafrasato, raccontato e citato del Medioevo.

Le laude in onore dei santi costituiscono il secondo grande nucleo tematico dei laudari di Cortona e Firenze (secoli XIII e XIV), e possono essere considerate una sorta di omelia in versi e in musica, il cui materiale narrativo è – quando non direttamente tratto dalla Legenda – almeno documento evidente della sua penetrazione nel sapere comune. Utilizzando metri di tradizione giullaresca, quali la lassa monorima e la ballata, il repertorio laudese è in grado di utilizzare tutte le potenzialità della teatralità popolare, traducendole in un linguaggio religioso di forte impatto emozionale e didascalico.

La proposta interpretativa de laReverdie, frutto di uno studio decennale nel campo della ricerca storica, musicologica, paleografica, linguistica, organologica e teatrale, intende recuperare le potenzialità di ricchezza timbrica e le possibilità di improvvisazione vocale e strumentale all’epoca del massimo splendore artistico di questo repertorio.

Tre brani audio tratti dal programma, con una carrellata di immagini del concerto